CHI ha davvero autorità?

Con il termine autorità (dal latino auctoritas, da augeo, accrescere) s’intende quell’insieme di qualità proprie sia di un’istituzione che di un singolo individuo alle quali altri individui si assoggettano in modo volontario con l’obiettivo di realizzare scopi comuni.

 

Spesso è usato come sinonimo di potere, ma in realtà “potere” si riferisce all’abilità nel raggiungere determinati scopi mentre il concetto di “autorità” comprende la legittimazione, la giustificazione ed il diritto di esercitare quel potere.

 

Un genitore ha autorità sui figli secondo il valore attribuitogli dalla legge, quello della patria potestà, che consiste nel proteggerli, educarli e istruirli, potestà rivisitata avendola sostituita con “responsabilità genitoriale”, alquanto garantista nell’ottica dei maggiori interessi dei minori.

 

L’autorità è anche definita potere determinante che la volontà di un individuo esercita (per forza propria, per consenso comune, per tradizione, ecc.) sulla volontà o sullo spirito di altri individui: l’autorità paterna, l’autorità del maestro sugli scolari, l’autorità del datore di lavoro su un dipendente.

 

L’autorità dovrebbe nascere dal consenso dei governati, non dalle minacce con la forza!”  –  Jodi Benson

 

Ogni atto di autorità di uomo a uomo, che non derivi dall’assoluta necessità, è tirannico”  –  Cesare Beccaria

 

Ma chi è quell’uomo che può avere potere assoluto su un altro uomo?

È possibile impedirlo?

 

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